Si avvicina il 4 ottobre!

Sabato 4 ottobre tutto l'Agnelli si ritrova per un momento di festa e preghiera insieme

Sabato 4 ottobre tutto l’Agnelli si ritrova per un momento di festa e preghiera insieme

Sabato 4 ottobre non mancare all’incontro e alla messa di inizio anno formativo.

Ecco il programma della giornata, clicca sull’immagine per avere tutti i dettagli

Ore 9,30: Arrivi e accoglienza.
Ore 10,15: SANTA MESSA DI INIZIO ANNO.
Ore 11,15: Stand liberi di gare, balli, giochi e sorprese…
Ore 12,30: Pranzo insieme nei cortili della Scuola.

Il costo del pranzo è di 8 euro per gli allievi e 10 per i genitori.

Save the date! Prossime date all’Agnelli

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E’ iniziato l’anno scolastico, già i motori girano a pieno regime ma la comunità dell’Agnelli non vive di solo studio e lavoro: ecco i prossimi appuntamenti.

Sabato 4 ottobre ci sarà la messa di inizio anno, a cui seguiranno giochi a volontà e il pranzo insieme: salesiani, oratorio, cinema e parrocchia, scuole medie, superiori e CFP si troveranno per un momento di preghiera e di festa.

Domenica 5 ottobre invece ci sarà l’insediamento del nuovo parroco, don Gianmarco Pernice, al quale vanno i nostri migliori auguri e un benvenuto di cuore.

E poi sabato 11 ottobre l’Open Day all’Agnelli e venerdì 17 ottobre il primo appuntamento delle sedi torinesi del CNOS FAP al centro di Rebaudengo.
Ma di questo avremo modo di parlare più avanti. Stay tuned.

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Da soli si va più veloci, insieme si va più lontano

Il discorso di benvenuto di don Luca Barone, direttore della casa salesiana Agnelli

Il discorso di benvenuto di don Luca Barone, direttore della casa salesiana Agnelli

Apriamo con uno dei motti preferiti del nuovo direttore della casa il benvenuto alle famiglie e agli allievi del centro di formazione professionale Agnelli.
Questa mattina, sabato 13 settembre, più di 160 famiglie si sono incontrate nel teatro Agnelli per aprire l’anno formativo 2014-2015.
Don Luca Barone ha dato il benvenuto a tutti volendo porre l’accento sull’alleanza educativa che si instaura tra il centro salesiano, gli allievi e le famiglie.

Un’alleanza di cui poi il direttore Antonino Gentile e il referente dell’orientamento Giovanni Capriglia hanno esplicitato alcuni aspetti concreti: le ‘3 P’ (presenza, puntualità, partecipazione), la valutazione autentica, gli obiettivi di quest’anno.

Sopra tutto, una delle idee trainanti del pensiero di don Bosco che don Luca ha voluto ricordare nelle singole classi: le nostre porte sono aperte, sempre.

 

Don Luca, don Ugo e Antonino Gentile

Don Luca, don Ugo e Antonino Gentile: la consegna del diario, simbolo della comunicazione tra scuola e famiglie

Le famiglie e gli allievi del Cnos Fap Agnelli in teatro

Le famiglie e gli allievi del Cnos Fap Agnelli in teatro

Discorso del direttore Antonino Gentile

Discorso del direttore Antonino Gentile

Giovanni Capriglia

Giovanni Capriglia parla della valutazione autentica

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In partenza!

Lo staff del Centro di Formazione Professionale Agnelli

Lo staff del Centro di Formazione Professionale Agnelli

Sabato 13 settembre le porte dell’Agnelli si aprono per accogliere gli allievi e le famiglie dei corsi di formazione professionale.

Il nuovo direttore della casa, don Luca Barone, darà il benvenuto ai nuovi arrivati e agli allievi dei secondi e terzi anni in teatro. Ecco il programma della mattinata:

SABATO 13 SETTEMBRE
Accoglienza allievi e famiglie CNOS FAP Torino Agnelli

ore 8.30      Arrivo II e III anni in TEATRO
Discorso di benvenuto di don Luca Barone
Discorso direttore del centro dr. Antonino Gentile
Discorso referente orientamento dr. Giovanni Capriglia
ore 9.00      Smistamento classi nelle aule per firma contratti formativi

ore 10.30    Arrivo I anni in TEATRO
Discorso di benvenuto di don Luca Barone
Discorso direttore del centro dr. Antonino Gentile
Discorso referente orientamento dr. Giovanni Capriglia
ore 11.00    Smistamento classi nelle aule per firma contratti formativi

Buon anno!

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O capitano, mio capitano

L'attimo_fuggente

Nel primo incontro tra i formatori del CNOS FAP e il nuovo direttore della casa don Luca Barone si è parlato parecchio. Di salesiani, di formazione, di limiti da superare. Avremo modo di parlarne su questo blog.
Tra le altre cose don Luca ha condiviso con noi il saluto che Alessandro D’Avenia sulla Stampa ha voluto dedicare al compianto e geniale Robin Williams, scomparso l’11 agosto di quest’anno: un saluto all’attore ma anche un ricordo del personaggio di John Keating ne l’Attimo Fuggente: un formatore ‘salito in cattedra’, ma non nell’usuale accezione negativa.

Arrivederci Robin, grazie del tuo verso

C’è un tempo della vita in cui la pelle e la carne si slabbrano per poter coprire lo spirito che finalmente si stira, all’alba della consapevolezza della propria libertà e unicità (checché ne dicano i minimalisti dell’esistenza, nessuno ha mai avuto né mai avrà le impronte digitali uguali alle mie). Quel tempo, d’ebbrezza e dramma insieme, inizia con l’adolescenza, che per questo è una stagione vorace di storie che costituiscono veri e propri momenti di epifania: l’evidenza di ciò che il futuro potrebbe regalarci, come il tempo che corre tra il primo sguardo di una coppia e il loro primo figlio. A contatto con modelli (persone portatrici di storie che risvegliano la nostra) sentiamo aggregarsi le nostre forze e speranze verso una meta che unifica passato presente e futuro in un unico attimo, non fuggente. Così mi è accaduto, quando avevo 16 anni, di decidere di diventare professore. I modelli che hanno chiamato a raccolta le mie forze e le mie speranze sono state tre storie, due in carne e ossa (un insegnante di italiano, Mario Franchina, e uno di religione, padre Pino Puglisi), una sullo schermo: il professor Keating dell’Attimo Fuggente, interpretato da Robin Williams, con quella grazia che quasi solo una volta un attore raggiunge nella sua carriera. 

Per questo, alla notizia della morte di Keating-Williams mi sono sentito un po’ orfano. Non c’era più il volto di quel personaggio, incontrato per caso una sera primaverile del 1993, facendo zapping, alla ricerca dell’ennesima scusa per non fare i compiti. Mi ricordo ancora quel professore che chiede ai suoi studenti, con le parole di Whitman, che verso aggiungeranno al poema della vita. Mi identificai sia con gli adolescenti alla ricerca tumultuosa dei loro talenti e passioni, frustrati dai loro limiti e fragilità, sia con l’insegnante carismatico che di quei talenti era provocatore, colui che chiama al coraggio e alla libertà chi entra nel raggio d’azione del suo carisma (parola che deriva da grazia e non da narcisismo). Sono rimasto in silenzio a fissare i titoli di coda (mai fatto prima). Quella notte non dormii. Mi ripetevo: io voglio essere come quello lì, io voglio fare questo nella vita. Il presente mi si riempì di futuro e divenne mio. Senza storie siamo analfabeti di futuro e chi è privo di futuro perde anche il presente, e dorme sonni troppo tranquilli. 

Ieri mi sono sentito orfano non tanto di quel tipo di professore, che nella narrazione mostra una pedagogia talvolta zoppicante (narcisistica, emotivista, simbiotica con gli studenti), ma del modello rappresentato. Non «modello» come lo intende la cultura dominante (la star) che abbaglia generando solo imitazione, ripetizione, scimmiottamento e quindi passività, ma il modello che provoca, mette in crisi, accende, sveglia il nocciolo più autentico della persona: il desiderio di mettersi in gioco in prima persona, di realizzare la propria unicità per metterla al servizio altrui, di non sclerotizzarsi su copioni scritti da altri, ma appunto di aggiungere il proprio verso al grande poema della vita in cui siamo capitati, come una nota, che lo si voglia o no, insostituibile. Il vero modello non schiaccia le possibilità di chi lo ammira, ma le risveglia, libera, dilata, spingendo verso risoluzioni proprie. Questo è il carisma, quella grazia (charis), capace di far sgorgare la vita negli altri, a partire da quella che sgorga in noi. 

Robin Williams nella parte di Keating diede un volto a quel «modello». A 16 anni, guardando quel volto, sentii le mie forze chiamate a raccolta e un’ipotesi di futuro, tutto da costruire, ma più che mai presente e reale. Non ho idealizzato Keating, per fortuna, altrimenti avrei fatto molti più danni a scuola, ma ho semplicemente compreso che l’insegnante, capace di mettere in moto libertà e unicità dei ragazzi, attraverso le cose che amavo studiare e le storie che volevo raccontare, era il modello di professore che mi interessava essere. Ancora oggi ne sono convinto e non me ne sono pentito, il mio sogno di sedicenne è ancora intatto, dopo 14 anni di scuola. 

Anche se il demone del vuoto, dei fallimenti, degli errori, della solitudine, delle dipendenze, ti ha forse asfissiato nei tuoi ultimi istanti, nessuno potrà toglierti il merito di aver donato il tuo volto a personaggi che, in qualche modo, ci hanno cambiato. Se non addirittura, chiamato.

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Passione, competenza e unità: l’Agnelli scalda i motori

Incontro con don Luca

Incontro con don Luca

All’Agnelli si riparte, e lo si fa con grande entusiasmo!
Il 1 settembre don Luca Barone ha voluto incontrare tutti i formatori della casa Salesiana.
Un incontro breve ma ricco di spunti. Tre le parole d’ordine: passione, competenza e unità.
A chiudere l’incontro le incoraggianti parole di Abramo Lincoln, una preghiera insieme e il motto di don Luca: ‘da solo si va più veloce, insieme di va più lontano‘.

A seguire il direttore del CNOS FAP Antonino Gentile ha incontrato i formatori del centro di formazione professionale per un saluto e la prima riunione ufficiale.

LETTERA di ABRAMO LINCOLN all’INSEGNANTE di SUO FIGLIO

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo. Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e lo esorti a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione. Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e gli insegni ad avere fiducia anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro.

Grazie a don Luca!
Prossimo appuntamento: colle don Bosco. Stay tuned

Il saluto del direttore ai formatori del CNOS FAP

Il saluto del direttore ai formatori del CNOS FAP

 

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